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Quando lo specchio non basta a dirci chi siamo.

Quando ti guardi allo specchio lo fai nella convinzione che quelle che osservi di te siano caratteristiche oggettivamente evidenti a tutti. Quello che invece ti sfugge è che dietro il tuo sguardo si cela un modo di vedere il tuo corpo che solo in parte coincide con quello che gli altri vedono di te.

Ciò accade perché la tua mente crea un ritratto interno del tuo corpo che oltre a comprendere il reale aspetto fisico include anche pensieri e sentimenti intorno ad esso legati alla tua storia di vita e che rendono l’immagine corporea che hai di te stesso un’interpretazione del tutto unica e soggettiva, al di fuori della tua consapevolezza.

Ogni volta che apporti un cambiamento al tuo aspetto fisico, per esempio quando inizi una dieta per perdere peso, compi un “percorso” molto complesso e delicato, perché non vai a modificare solo la tua esteriorità, cioè il “corpo” così come solitamente inteso, ma smuovi anche un sistema di significati interni associati ad esso e al suo rapporto con il cibo di cui quasi sempre poco o nulla sai.

Il tuo rapporto con il cibo è intriso di significati emotivi e relazionali fin dai primi anni di vita, poiché veicola in te esperienze di coinvolgimento affettivo profondo, di tenerezza e di nutrimento. Ma il cibo può anche legarsi a sensazioni di disagio e sofferenza che possono compromettere il modo in cui vedi il tuo corpo, cioè alterare la tua immagine corporea interna.

Sebbene sempre su un piano inconsapevole, pensieri ed emozioni talvolta ti guidano nei tuoi percorsi di cambiamento, fungendo da motivatori interni, ma la maggior parte delle volte ti ostacolano e ti sabotano perché connessi a compromessi interiori ed equilibri emotivi inconsci consolidati nel tempo.

E’ questa la ragione per cui, se non “lavori” anche su di essi per portarli alla luce, tante diete, anche le migliori che intraprendi, sono destinate inesorabilmente a fallire. Gestire il cambiamento corporeo lavorando solo su ciò che è obiettivamente osservabile è come limitarti a guardare la punta di un iceberg pensando che esso sia il tutto. Facendo così, tuttavia, ignori completamente la parte sommersa, la più grande, che non si vede ma c’è e che è invece quella che smuove e dirige l’intero sistema.

Dott.ssa Katia Bartoli

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